 La maggior parte degli articoli di questa sezione sono tratti dal libro "Colobraro. Un paese, una storia, una cultura", scritto dal professor Michele Crispino nato a Colobraro nel 1921. La prima edizione è del 1984 e ad oggi è ancora la più completa guida alla storia, alle tradizioni ed alla cultura colobrarese mai scritta. Dedichiamo a lui questa sezione sperando che apprezzi questo tributo al suo amore per Colobraro!
"Colobraro. Un paese, una storia, una cultura"
di Michele Crispino 1998, Casa Editrice La Serenissima, Vicenza per l'acquisto di questo volume rivolgersi a: "BANCA DI CREDITO COOPERATIVO di COLOBRARO e VALSINNI" Viale Duca D'Aosta, 2 - tel.0835 841900
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Il nome |
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Lo scrittore latino Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia parla di un'isola spagnola dal nome Colubraria che abbonda di serpi, donde il suo nome. Un monte inoltre dello stesso nome si trova in Dalmazia. Il nome classico latino che significa serpe è coluber, ma qualche scrittore ci attesta ugualmente l'uso corrente di colober. Il suffisso -arius del resto, in epoca latina classica, ricorre con funzione sostantivale per indicare la professione ed il mestiere, nel nostro caso di colui che era addetto ai colombi o era anche padrone di colombi (dominus columbarum). Se si vuole risalire a Colobraro come paese di colombi, la giustificazione è ugualmente possibile, perché si tratta di luogo alto, lontano, inaccessibile, assai boscoso un tempo, adatto alla caccia dei pennuti, come afferma il Giustiniani. Per il Racioppi invece, fonte quasi obbligata per ogni ricerca o punto di costante riferimento sulla nostra regione, le cose non stanno proprio così; egli non fa neppure un cenno come ad un paese di colombi, ma dice espressamente che esso deriva da colubrarium, un luogo che contiene e produce serpi, aggiungendo subito dopo che in dialetto « scorzonaro » è terreno ferace di scorzoni, cioè di serpi. |
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